Novo Nordisk e UNICEF
ancora insieme per i bambini
di strada del Congo

Nonostante la scarsa attenzione dei media internazionali, la guerra civile nella Repubblica Democratica del Congo rappresenta il più sanguinoso conflitto armato dalla Seconda guerra mondiale, con oltre 3,3 milioni di morti e circa 2,1 milioni di sfollati, in un periodo di poco inferiore ai 5 anni (1998 – 2002). Come avviene in tutti i conflitti, a pagarne le conseguenze maggiori sono i civili e tra questi soprattutto i bambini, che costituiscono oltre il 50% della popolazione congolese. Donne e bambini hanno, infatti, pagato il prezzo più alto del conflitto con centinaia di migliaia di morti per malnutrizione o malattie facilmente prevenibili in situazioni di pace e di stabilità economica.



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L’estrema condizione di povertà in cui versano le famiglie congolesi ha condotto a una crescita
esponenziale del fenomeno dei bambini di strada: agli orfani di guerra, ai bambini ex soldati o a
quelli abbandonati che vivono sulle strade della capitale, si aggiungono ogni giorno bambini, anche
piccolissimi, abbandonati o cacciati di casa da famiglie che non sono in grado di sfamarli.
Spesso, sotto l’influsso di predicatori ed esorcisti, che proliferano tra le baraccopoli, i bambini vengono accusati di stregoneria, di essere la causa delle disgrazie della famiglia, finendo in strada esposti a violenze e ad abusi di ogni tipo. L’UNICEF stima che nella sola Kinshasa (capitale) vi siano tra i 20.000 e i 30.000 “shegué” sono bambini e bambine di strada che sopravvivono di piccoli lavori nei mercati, di elemosine e piccoli furti e spesso, purtroppo, anche di prostituzione. Un bambino su due non sopravvive al quarto anno di vita di strada. È in questo desolato contesto che l’UNICEF, dal 2002, ha avviato un programma di assistenza e aiuto ai bambini di strada del Congo attraverso piccoli centri di accoglienza gestiti per lo più da volontari e operatori locali che offrono ai bambini ricovero notturno, possibilità di recupero scolastico e di formazione professionale.
I centri offrono un ambiente sicuro e protetto, tanto che in molti casi sono gli stessi ragazzi a cercare gli operatori, collaborando al censimento dei bambini più piccoli e favorendo l’azione di ricerca delle famiglie di origine.
Partner dell’UNICEF in questo importante progetto è la Novo Nordisk Farmaceutici che dal 2004, in collaborazione con i Centri di Diabetologia Pediatrica, ha deciso di coinvolgere i giovani pazienti diabetici in una serie di iniziative finalizzate alla consapevolezza del fenomeno dei bambini di strada.
L’UNICEF Italia, grazie anche al sostegno della Novo Nordisk, finanzia a Kinshasa, 6 centri per i bambini di strada, capaci di accogliere ciascuno tra i 100 e i 200 bambini e bambine per un periodo di permanenza medio di 6 mesi. Tutti i centri offrono un servizio di mensa e assistenza medica, hanno un programma di recupero scolastico e di formazione professionale, cui seguono attività di apprendistato controllato e assistito presso piccole ditte della zona per i bambini e le bambine più grandi. Per i ragazzi si tratta soprattutto di falegnameria, meccanica o elettronica, mentre le ragazze seguono per lo più corsi da sarte, parrucchiere, estetiste o di piccolo artigianato.
Analoghi centri sono stati realizzati nel sud del Congo, a Lumbumbashi, dove seppur in scala minore, il problema dei ragazzi di strada peggiora di anno in anno. In un contesto di sostanziale assenza di risorse e servizi pubblici per la protezione dell’infanzia, i centri per i bambini di strada sono una delle poche alternative all’abbandono in strada. Il contributo offerto da Novo Nordisk si presenta dunque come cruciale per la realizzazione stessa delle molteplici attività svolte dai centri e per offrire ai bambini di strada un luogo protetto dove ricevere assistenza.
Negli ultimi tre anni, 15.000 tra bambini e bambine di strada sono stati reinseriti in famiglia, nella loro comunità di origine e in attività professionali; almeno 10.000 bambini e 10.000 bambine vittime di violenze o emarginazione sociale hanno beneficiato d’assistenza psicosociale o di protezione legale, grazie anche alla formazione di oltre 300 operatori sociali e addetti alla tutela legale dei bambini di strada; 274.000 bambini tra 0 e 11 mesi sono stati registrati allo stato civile.
Per il 2006 Novo Nordisk ha deciso di proseguire il suo impegno al fianco dell’UNICEF per sostenere ulteriormente il progetto “Un tetto per gli shegué”: tema principale sarà lo sport e il suo ruolo primario nel recupero e nella socializzazione dei bambini.

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